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Medihospes: Musa Balde, un torneo di calcio in ricordo del giovane scomparso. Otto team in campo per dire “no al razzismo”

Medihospes: Musa Balde, un torneo di calcio in ricordo del giovane scomparso. Otto team in campo per dire “no al razzismo”

Un torneo in ricordo di Musa Balde, il guineano di 23 anni che, due mesi fa, si è tolto la vita nel CPR di Torino. Il calcio come strada per la lotta al razzismo e per un’integrazione piena che vada al di là di ogni pregiudizio e stereotipo. Nasce da queste basi la nuova iniziativa promossa a Milano dalla cooperativa sociale Medihospes insieme all’associazione Dar-El-Kalimat.
Sabato 3 luglio, al centro sportivo dell’associazione “Quarto Oggiaro Vivibile”, dalle ore 15 si svolgerà la prima edizione del Memorial Musa Balde: a scendere in campo otto squadre in rappresentanza di altrettanti centri d’accoglienza CAS e SAI e associazioni fra le province di Milano e Lecco, impegnate ogni giorno a dare ascolto e supporto a chi viene in Italia con dietro soltanto un bagaglio di speranza.
L’invito a partecipare è stato rivolto ai centri d’accoglienza CAS e SAI del territorio come modo nuovo e originale per fare rete e lavorare insieme alla promozione di un messaggio di cuore: raccontare la solitudine e le difficoltà che si trovano a vivere i ragazzi che approdano in Italia. Persone che hanno un grande bisogno di conforto, sostegno e attività che ne favoriscano l’integrazione nel tessuto cittadino.
Alla presenza delle autorità cittadine, la Medihospes e Dar-El-Kalimat hanno organizzato un evento che non fosse solo sportivo. Così, ad anticipare il calcio d’inizio del torneo, due momenti di grande spessore e intensità: alla preghiera che un imam e un sacerdote reciteranno insieme in segno di rispetto e fratellanza, farà seguito l’esibizione di alcuni beneficiari del centro d’accoglienza del Cas Mancini, gestito dalla cooperativa sociale Medihospes. A risuonare nell’aria saranno le note e le parole di Franco Battiato e della sua “Cura”, un messaggio poetico e simbolico come grido d’aiuto e di speranza da parte di chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese in cerca di condizioni di vita migliori. Ma che ha bisogno, allo stesso tempo, di “angeli custodi” che di lui si prendano cura.
“Abbiamo organizzato questo evento – spiega Salimou, allenatore del team Cas Mancini – per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla storia di Musa Balde. Speriamo che certi episodi non si verifichino più. Siamo con te Musa”.