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Messina, beneficiari SAI e Medihospes insieme per ricordare le vittime dell’immigrazione

Messina, beneficiari SAI e Medihospes insieme per ricordare le vittime dell’immigrazione

In occasione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, la cooperativa sociale Medihospes ha partecipato alla preghiera Itinerante all’interno del cimitero monumentale di Messina promossa dall’Ufficio Migrantes dell’Arcidiiocesi in collaborazione con il Centro Culturale Islamico e molte altre realtà del mondo ecclesiale e civile. Il cammino di preghiera itinerante è stato aperto e segnato dalla riproduzione dell’opera “La Madonna di Porto Negato”, icona del dramma dei migranti e realizzata dall’artista messinese Giuseppe Martino. Alcuni giovani migranti ospiti dei SAI, gestito da Medihospes, hanno guidato il corteo portando la toccante raffigurazione della “Madonna di Porto Negato” dedicata ai migranti che hanno perso la vita durante il viaggio della speranza per scappare guerra, persecuzione e povertà.

La preghiera itinerante, dopo cinque tappe di riflessione, è giunta alle tombe dei migranti forzati per l’offerta dei fiori, dove anche il presidente della comunità islamica di Messina ha condiviso un momento di preghiera con i partecipanti. Insieme alla copperativa sociale Medihospes i beneficiari dei progetti SAI di Messina hanno quindi omaggiato alcuni migranti defunti che intrecciano le loro storie con quelle della città e delle strutture gestite da Medihospes: Toure Abdoullah, giovane quindicenne la cui salma è arrivata al porto di Messina durante uno sbarco nel 2017 e a cui è dedicata “Casa Toure”, una delle strutture SAI MSNA; Samba Jarra, giovane maliano gravemente malato e deceduto nel 2014 a Messina prima di poter riabbracciare la sua famiglia per l’ultima volta; il piccolissimo Ahmed, caduto in mare a soli due anni dalle braccia della madre durante la traversata del Mediterraneo nel 2014 e a cui Medihospes ha deciso di intitolare “Casa Ahmed”, centro di primissima accoglienza per MSNA fino al 2019 e oggi centro per adulti; infine Peter Osahon, giovane 22enne nigeriano, ospite del centro Casa Ahmed venuto a mancare per una disfunzione multiorgano nel dicembre 2020.

La Giornata in memoria delle vittime del fenomeno migratorio è certamente un momento privilegiato per sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all’integrazione e all’accoglienza.